Calice Ligure

Calice Ligure è un piccolo comune situato nell’entroterra di Finale Ligure, nella piana fertile sita alla confluenza del torrente Carbuta con il torrente Pora, il nucleo abitato è equilibrato e vasto, gli scenari montani tutt’attorno sono ricchi e suggestivi, il centro abitato è curato e in continua equilibrata espansione.

L’antico territorio di Calice, di cui non rimangono riferimenti e ritrovamenti di una possibile testimonianza di epoca romana, venne compreso nella marca aleramica di Aleramo del Monferrato dal X secolo. In seguito, divenne possedimento di Bonifacio del Vasto nel 1091 e in successione al figlio di quest’ultimo: Enrico I Del Carretto.

Citato per la prima volta in un documento del 1233 e dominio quindi della famiglia Del Carretto di Savona, il feudo calicese entrò a far parte del Marchesato di Finale seguendone le sorti[4]. Proprio le fonti storiche locali testimoniano la fedeltà dei Calicesi verso il marchesato carrettesco, alleanza che nel tempo fu ricambiata con donazioni e protezioni da parte degli stessi marchesi, tra i quali nel 1449 dal marchese Galeotto I Del Carretto che donò una coppa d’argento istoriato alla locale chiesa parrocchiale per la fedeltà prestata nella guerra contro Genova.

Tuttavia, quasi cent’anni dopo le parti si rovesciarono e proprio dal borgo di Calice, capitanate dal locale e umile contadino Antonio Capellino, prese avvio, nel 1558[4], la rivolta paesana contro il malgoverno del marchese finalese Alfonso II Del Carretto che ben presto si estese a tutto il marchesato. Una diffusa leggenda locale racconta che lo stesso Antonio Capellino, nel giorno del suo matrimonio, anziché consegnare la propria moglie per il rito feudale dello ius primae noctis, alla testa di un centinaio di uomini portò al marchese Alfonso un’asina.

Seguì pertanto le vicissitudini del marchesato finalese con la dominazione del Regno di Spagna dal 1598 al 1713, e del successivo acquisto da parte della Repubblica di Genova che mantenne il controllo del marchesato fino al 1796. Il territorio calicese fu teatro sul finire del XVIII secolo degli scontri tra l’esercito francese e l’armata austro-piemontese nel 1794 e ancora nel luglio del 1795[4] con gravosi fatti di rappresaglie da ambe le parti. Antica testimonianza della presenza di Napoleone Bonaparte e del suo esercito sono il ritrovamento delle trincee nella località di Pian dei Corsi.

Con la dominazione francese napoleonica il territorio di Calice rientrò dal 2 dicembre 1797 nel Dipartimento del Letimbro, con capoluogo Savona, all’interno della Repubblica Ligure. Dal 28 aprile 1798 con i nuovi ordinamenti francesi, fece parte del I Cantone, capoluogo Finale, della Giurisdizione delle Arene Candide e dal 1803 centro principale del V Cantone delle Arene Candide nella Giurisdizione di Colombo. Annesso al Primo Impero francese dal 13 giugno 1805 al 1814, venne inserito nel Dipartimento di Montenotte. Tra il 1805 e il 1806 le municipalità di Carbuta e di Monticello verranno soppresse e inglobate come frazioni – rispettivamente – nel comune di Calice e di Finalborgo.

Nel 1815 Calice fu inglobato nel Regno di Sardegna, così come stabilì il Congresso di Vienna del 1814, e successivamente nel Regno d’Italia dal 1861. Dal 1859 al 1926 il territorio fu compreso nel IV mandamento di Finalborgo del circondario di Albenga facente parte della provincia di Genova; nel 1927 con la soppressione del circondario ingauno passò, per pochi mesi, nel circondario di Savona e, infine, sotto la neo costituita provincia di Savona.

Nel 1863 assume la denominazione di Calice Ligure. Subisce gli ultimi aggiustamenti al territorio comunale nel 1870 quando le fu unito il soppresso comune di Perti e ancora nel 1877 quando la stessa frazione viene distaccata e aggregata al comune di Finalborgo.

Nelle ultime fasi calde della seconda guerra mondiale il territorio di Calice Ligure fu interessato da una rappresaglia di alcuni membri appartenenti al Battaglione San Marco, impegnato nei rastrellamenti contro le forze partigiane, responsabili dell’uccisione, il 2 febbraio 1945, di undici giovani partigiani presso Pian dei Corsi.

Dal 1973 al 31 dicembre 2008 ha fatto parte della Comunità montana Pollupice e, con le nuove disposizioni della Legge Regionale nº 24 del 4 luglio 2008, fino al 2011 ha fatto parte della Comunità montana Ponente Savonese.